Era mezzanotte e molto più di 47, ho incontrato un riccio.
L'ho visto da lontano, ho rallentato attraversando il solito passaggio a livello che taglia in due il mondo...
Un topo? No, non direi. Non ne ha le movenze, non ne ha la coda...
Mai visto un'auto stracolma di fazzolettini accartocciati ferma proprio in mezzo ai binari della vita in piena notte... Noo? Ah, meglio così, basta sognarla.
Ho stabilito un legame neanche tanto sottile con quella ferraglia che corre per terra tra ovest e est del Mondo...lo scrivo maiuscolo...il Mondo è sano...siamo noi quelli malati...malatissimi...malati e sani, cattivi e buoni, dicotomici e non, utopici e autoptici, sfumati e ben deliniati, quelli che hanno coliche e dolore, e cuore che pulsa.
Battiti ritmici, cadenzati che variano al variare dell’intensità dei sintomi acuti.
Contrazioni e ricordi, pensieri e digressioni.
Percezioni sopra le righe...
Respiro, respiro, iperventilazione.
E' solo un’alterazione delle budella
Logorroica, dispersiva ragazza,
sme t ti la...
Va bene...
Il riccio.
Il riccio è tutto ciò che avrei potuto desiderare in una notte così. Era tenerezza e determinazione fatta piccola palletta, ricoperta da un tappeto di aculei, con delle zampette piccolissime così, sculettava cercando di arrampicarsi sui binari, per lui era un po' come sarebbe per me arrampicarmi su un ipertrofico palo della luce...Guardava a destra, guardava a sinistra, trotterellava e si arrampicava scivolando...poi ritentava e ritentava ancora e poi finalmente riusciva a passare dall'altro lato...Aveva l'aria di non essere perfettamente conscio di dove l'avrebbe portato il suo percorso, ma sapeva di non poter rimanere fermo lì sui binari in un posto per lui ostico che non conosceva...Non l'ho visto chiudersi su se stesso...Era lì in difficoltà e quasi scendevo giù dalla macchina per aiutarlo...Avrei voluto fare due chiacchiere con lui, avrei voluto tanto, ma ci sono mondi che possono entrare in contatto solo così... In realtà mi ha detto tutto quello che poteva venendomi incontro e facendosi trovare all'appuntamento lì...Tutto quello che poteva e mi è rimasto nel cuore, con aculei morbidi.
Quel cuore che porto con me per le strade ma a volte, davvero, mi stanco di lui, del suo continuo pulsare inquieto, senza pace, allora lo lascio lì - al margine della ferrovia fra la polvere e i binari - ma poi, quando mi allontano, c'è solo il silenzio e il vuoto. Mi volto e lo vedo, immobile, viola. Così lo riprendo, questo mio cuore che si accorda col solo suono dell'attimo che mi lascia senza fiato fino a farmi svenire, fino a farmi svanire.